By / 8th agosto, 2014 / Senza categoria / Off

RICHARD WAGNER A RAVELLO:

“Die Klingsor Zaubergarten is gefunden – Il Magico Giardino di Klingsor è trovato, 26 maggio 1880″.
Il celebre autografo di Richard Wagner, lasciato a Ravello, a perenne ricordo di quel giorno memorabile, sembra ancora riecheggiare tra gli alberi secolari e le antiche rovine di Villa Rufolo. Dopo un breve soggiorno ad Amalfi, Wagner era giunto in città, a dorso di un mulo, in compagnia della famiglia e del pittore Paul von Joukowsky, conosciuto qualche mese prima nella Villa d’Angri a Napoli.
Grande fu l’emozione del Maestro di Lipsia che, alla vista di Palazzo Rufolo, delineato da fiori esotici e cortine medievali, in un momento di vera e propria estasi, trovò l’ispirazione per l’ambientazione del quadro scenico del II atto del Parsifal, subito abbozzato dal pittore russo.
Tra intrighi d’ombra e di luce, il maestro ebbe innanzi agli occhi il palazzo incantato di Klingsor, la torre merlata che affonda improvvisamente, il magico giardino dai colori d’oriente dove le belle fanciulle-fiore cercano di sedurre il “puro-folle”, il bacio di Kundry che, sospesa tra bene e male, apre l’animo di Parsifal allo strazio della colpa mentre il pathos del momento culminante si scioglie in un deserto scenico ed interiore. Crollano, infatti, le meraviglie del mago quando Parsifal traccia con la sacra lancia il segno della croce e il giardino inaridisce tra i lamenti delle fanciulle all’unisono. “Queste architetture arabo-normanne somigliavano a certi melismi che Wagner aveva scoperto per il Parsifal. In un’ultima ebbrezza creativa il Maestro lottava contro se stesso: Era lui il mago Klingsor, aveva affascinato l’arte e stregato il mondo”.
A distanza di 134 anni il giardino fatato, apparso al Genio di Lipsia, rivive ancora oggi nelle eterne melodie che riecheggiano tra la vegetazione lussureggiante e le emergenze architettoniche, aperte a visioni di mare e di cielo, in una perfetta fusione di arte e natura. Un patrimonio unico e insostituibile, espressione dell’identità culturale cittadina, che Ravello, gelosa custode delle testimonianze del passato, memore della sua vocazione internazionale, offre al mondo intero.

RichardWagner